Mar Morto, una fragile realtà

Ero curiosa di sapere che faccia ha il Mar Morto che corre sotto la strada 90, come si mostra a chi lo osserva da est verso ovest, cosa di nuovo potrà esserci al di là del guardrail.




E cosi mi sono rivolta agli appassionati On e Michal che questa realtà la conoscono bene grazie alle loro escursioni in Kayak sul mar morto (https://onthekayak.co.il/). Abbiamo avuto la fortuna di navigare questo fragile ecosistema all’alba di un venerdì mattina.

Visto che la sveglia suona prima che ci sia la luce io consiglio caldamente di dormire nei pressi della spiaggia da cui partirete. In questo modo potrete farvi una gran bella doccia a fine attività. Credetemi non è poco!!!

L’Ostello Metzoke Dragot (https://www.metzoke.co.il/en/) offre semplici camere ma anche appartamenti che accolgono in tutta comodità fino a 6 ospiti. Un posto sperduto all’interno del deserto di Giudea che si presta anche come base per altre escursioni.


Cosa abbiamo imparato? La percentuale di sale contenuta nel Mar Morto è pari al 34% (circa 10 volte il Mar Mediterraneo) ma la quantità dell’acqua che evapora è pari al triplo di quella che entra. La base del mar Morto è costituita da strati di sale e materiale organico.



L’abbondanza di acqua dolce proveniente da Gerusalemme che scorre piano piano sotto la superficie fino a raggiungere la depressione naturale più profonda al mondo; va a sciogliere il sale che mantiene compatto il materiale organico creando delle voragini che lentamente consumano la superficie del mare che tra il 1930 e il 2012 ha ridotto la sua lunghezza di circa 34 km.


Spesso le voragini diventano piscine di acqua dolce dove è piacevole immergersi anche perché esse contengono i migliori fanghi utilizzati per l’industria della cosmesi. La presenza di acqua dolce è rintracciabile grazie alle macchie verdi di vegetazione lungo la costa.


Scavando poi all’interno di questo conglomerato si trova il sale da cucina sottoforma di poligoni di cristallo. Si potrà davvero salvare il mar Morto? Pare che l’unica soluzione sia introdurre acqua desalinizzata nel lago Tiberiade, aprire la diga a sud del lago e lasciare che l’acqua vada ad alimentare il mar Morto. Non rimane molto tempo per cui speriamo che le decisioni verranno prese in fretta.




La nostra scoperta prosegue verso il Kibbutz Almog dove Guy, ricercatore di piante bibliche ci ha mostrato il suo tesoro a cui lavora ormai da circa 12 anni.

Il franchincenso, la mirra, piante che ci riportano in Oman e Yemen, ai 2400 km di via dell’incenso che terminava sulle coste dell’attuale Striscia di Gaza. Guy, ex giornalista ostinato e speranzoso, coltiva oggi 10000 piante di Afarsemon, Commiphora gileadensis; una pianta da cui si ricava un unguento pregiato che aveva dato alla testa anche alla stessa Cleopatra. Il prezzo attuale per 5ml di questo olio essenziale ammonta a $200.


Guy ci ha portato a passeggio nella sua piantagione parlando dei suoi alberi come creature in pelle ed ossa. La cosa che ho particolarmente apprezzato e il suo ottimismo e la sua passione. Guy ci ha chiesto di diffondere la sua storia. Fatelo anche voi. http://jerichovalley.com/en/


Alla presenza dell’albero del Melo di Sodoma,una delle mie amiche più creative non ha potuto resistere e ha reciso alcuni rami per dare vita ad una splendida composizione di Ikebana di cui ho postato sulla mia pagina FB.

Una giornata ricca di nuove informazioni e di spunti da suggerire ai miei ospiti che verranno a trovarmi!

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