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Il rotolo di Isaia- il più antico manoscritto della Bibbia

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Il Santuario del Libro al Museo di Israele a Gerusalemme compie 60 anni.

E’ l’occasione per esporre il Rotolo di Isaia, tra i manoscritti più antichi e completi della Bibbia ebraica datato 125 a.C.

Il Rotolo di Isaia ha mille anni in più di quello pensavamo fosse il più antico manoscritto della Bibbia ebraica, risalente all’anno 1000 circa, ed è stato scoperto soltanto nel 1947 a Qumran sulle sponde nordoccidentali del Mar Morto.

Oggi si conoscono oltre 900 frammenti di manoscritti ritrovati in undici grotte a Qumran: testi biblici, commentari, regole comunitarie, scritti apocrifi. Ma nessuno, per integrità e importanza, eguaglia il Grande rotolo di Isaia. I manoscritti ci aiutano anche a comprendere la spiritualità e la vita quotidiana di un gruppo religioso di quel periodo identificati probabilmente con gli Esseni.


Perché questa scoperta è cosi importante?

Oltre alla sua antichità, il testo risulta quasi identico a quello della Bibbia ebraica utilizzato ancora oggi. Il Rotolo testimonia la stabilità della trasmissione del testo biblico e l’accuratezza degli scribi nel tramandare le Sacre Scritture.


Il rotolo misura 734cm, è composto da 54 colonne e 66 capitoli come nella versione ebraica.

Gli studiosi moderni considerano il libro di Isaia una antologia divisibile in due parti: La prima dal capitolo 1 al 39 datato 700 a.C. contenente le parole del profeta stesso.

La seconda, capitoli 40-66, comprendente le parole di un profeta anonimo vissuto durante il periodo della cattività babilonese e del ritorno a Sion. Nel momento in cui il testo fu copiato nel II sec a.C fu trattato come un unico volume.


Isaia è noto per le sue profezie di giudizio e consolazione, per le sue visioni della fine dei tempi e avvento del regno di Dio. Isaia predica la fedeltà a Dio nei tempi di critici, l’annuncio del giudizio per l’ingiustizia e una promessa di salvezza universale che ritroviamo nei versi 2:4

«Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, né si eserciteranno più nell'arte della guerra»


Isaia è il passaggio tra ebraismo e cristianesimo e la figure del Messia si evolve partendo dal Re regale che diventa servo sofferente per trasformarsi in liberatore universale.

Il Re degli ebrei è Ezechia, capace di riscattare la nazione e salvarla dall’invasione degli Assiri. Pe ri cristiani è Gesù.

L’esilio babilonese per gli ebrei e la crocifissione di Cristo sono la rappresentazione del servo sofferente.

Salvezza e pace, al centro del suo messaggio, li individuiamo nel ritorno dall’esilio e nella resurrezione di Cristo.


Isaia non è solo un profeta, ma è un grande poeta religioso, capace di unire profondità spirituale, forza retorica e bellezza letteraria.

Celebri sono le sue immagini di pace universale, come quella in cui le spade vengono trasformate in aratri e i popoli non imparano più la guerra.

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