Filemone e Bauci sulle note di Ennio Morricone

Nel mezzo della traduzione di un testo dall’ebraico all’italiano riguardante il cristianesimo, con la musica di Ennio Morricone in sottofondo, mi sono imbattuta nella parola Philoxenia, dal greco: ospitalita’, accoglienza dello straniero.

Visto il periodo,non poteva capitarmi argomento piu’ congruo! Ebbene, prima vi svelo una piccola curiosita’ sul nome femminile proprio “Xenia” parola greca che letteralmente significa straniero. Ci sono diverse suore greche che hanno scelto questo nome “straniera”perche’ l’ideale monastico e’ di non appartenere a questo mondo, esserne estraneo per appartnere alla sfera celeste del creatore.

Gli antichi greci conoscevano bene il concetto dell’ospitalita’,infatti lo stesso Giove aveva insegnato agli uomini che l’ospitalita’ era sacra. Ce lo racconta Ovidio (mio corregionale, nativo di Sulmona!) nelle “Metamorfosi”.

Ovidio ci narra che Giove e Mercurio decidono di scendere dall’olimpo per fare una passeggiata sulla terra in sembianze umane. Giove era convinto che avrebbe facilmente trovato ospitalita’ tra gli uomini visti i suoi precedenti insegnamenti ma si dovette ricredere. Dopo un lungo peregrinare giunsero finalmente da Filemone e Bauci, una coppia felice di anziani che abitava in una capanna di fango e canne. Loro sapevano esattamente cosa fosse l’ospitalita’ tanto e’ vero che accolsero i due con queste parole:”Benvenuti in questa umile casa.Restate,vi prego,onorate la nostra mensa con la vostra presenza.”Giove, terminata la cena,lodo’ il vino e le pietanze e ringrazio’ con parole commosse i due vecchietti per la splendida ospitalita’.Come ricompensa la loro capanna fu trasformata in un magnifico tempio con alte colonne di marmo e visto che la coppia anziana aveva il desiderio di poter lasciare la terra insieme, Giove li trasformo’ in tiglio e quercia prima di morire cosi rimasero insieme a guardia del tempio.

L’accoglienza dello straniero e’ un concetto che ritroviamo ancora nella Genesi (cap. 18) quando apparrvero ad Abramo tre uomini (o Angeli?) presso le Querce di Mamre. Tale brano terra’ occupati i Padri della Chiesa per diversi secoli tra significato,interpretazione,identita’ dei tre uomini...Non mancano brani che ne parlino nel Nuovo Testamento: nella Lettera agli Ebrei “Non dimenticate l’ospitalita’;alcuni,praticandola senza saperlo,hanno accolto gli angeli.” (Ebrei 13:2). E ancora nella Lettera ai Romani Paolo scrive “amatevi gli uni con gli altri con affetto fraterno...condividete le necessita’dei santi;siate premurosi nell’ospitalita’.” (Romani 12:10,13)

Come avete capito l’ospitalita’ va glorificata e Ovidio ed Ennio Morricone si sono rivelati un binomio vincente.

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